Il progetto affronta le implicazioni etiche, giuridiche ed economiche della medicina predittiva per il diritto alla salute, concentrandosi in particolare sul tema, attuale e specifico, dell’inclusione dei test genetici prenatali di nuova generazione nei livelli essenziali di assistenza (LEA) garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
Il progresso scientifico e tecnologico in campo medico rappresenta sempre un fattore cruciale per le politiche sanitarie di un Paese. Tuttavia, l’intensità e la complessità del suo impatto variano notevolmente a seconda della configurazione della tutela del diritto alla salute nei diversi ordinamenti giuridici.
In Italia, la tutela della salute garantita dalla Costituzione è stata pienamente attuata attraverso l’istituzione di un sistema sanitario universale, completo, equo e finanziato tramite la fiscalità generale. Successivamente, l’introduzione dei LEA ha fornito al sistema uno strumento fondamentale per determinare il contenuto sostanziale del diritto sociale alla salute, confermando il modello di universalismo comprensivo, ma senza ignorare il problema della sostenibilità finanziaria. L’aggiornamento dei LEA, pur non essendo ovviamente l’unico canale per l’ingresso di trattamenti innovativi nella pratica clinica, rappresenta un momento decisivo per misurare la capacità del sistema di confrontarsi con lo sviluppo scientifico e per studiarne l’impatto sul SSN.
Il progetto si è proposto di affrontare le implicazioni etiche, giuridiche ed economiche della medicina predittiva per il diritto alla salute, affrontando il tema più specifico e attuale dell'inclusione dei test genetici prenatali di nuova generazione nei livelli essenziali di assistenza (LEA) garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale.
Con l'obiettivo di produrre un avanzamento delle conoscenze relative allo scenario attuale e futuro dell'equità di accesso ai test genetici prenatali, la ricerca ha proceduto di pari passo con il percorso di aggiornamento dei LEA, che, dopo l'intesa in Conferenza Stato-Regioni dell'ottobre 2025, è entrato nella fase finale.
Anche alla luce di questi sviluppi, il progetto si è articolato nei seguenti percorsi di indagine.
Un primo percorso ha riguardato l'istituto dei livelli essenziali di assistenza e nel quadro del Servizio sanitario nazionale e del regionalismo italiano.
Un secondo percorso, connesso a quest'ultimo ma condotto dal punto di vista economico, ha riguardato il fenomeno della mobilità sanitaria, quale oggetto significativo per valutare l'equità di accesso alle prestazioni sul territorio nazionale.
Un terzo percorso ha approfondito la disciplina giuridica del NIPT (Non invasive prenatal test) sotto tre aspetti chiave: l'offerta del NIPT quale livello aggiuntivo in alcune Regioni italiane; l'osservazione della regolazione del test in altri ordinamenti europei; la ricostruzione delle coordinate legislative e giurisprudenziali del consenso informato in materia di test prenatali e delle connesse regole di responsabilità civile e penale cui sono sottoposti i professionisti sanitari coinvolti.
Un quarto percorso, infine, ha allargato la prospettiva alle questioni, che stanno sullo sfondo del recepimento di prestazioni innovative nel sistema sanitario, concernenti l'istruttoria tecnico-scientifica delle decisioni pubbliche.
Il progetto è incardinato presso il Dipartimento di Giurisprudenza e Scienze Politiche e Sociali (DIGSPES) dell'Università degli studi del Piemonte Orientale (UPO), con sede ad Alessandria.
Il Professor Davide Servetti è Responsabile Scientifico e si avvale della collaborazione di collaboratori e borsisti per la realizzazione dei risultati.
Dati:
ID 1061798
CUP C15F21001720001